capitani coraggiosi
frammenti di un diario di bordo
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| venerdì, 30 settembre 2005
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giovedì, 29 settembre 2005 Lunedì: il Piace gioca male ma vince con l'Albinoleffe. Martedì: la Juve gioca bene e vince con il Rapid. Mercoledì: il Cesena non so come ha giocato e vince con il Rimini. - Be', non sono mica cose che mi lasciano indifferente, sia chiaro. Son contento, sono. Che poi per il Cesena si tratta della terza vittoria consecutiva dopo le tre sconfitte iniziali, io son contento il doppio. Sabato mi sa che mi aspetta lo stadio di Cremona per Cremonese-Cesena, mi sa proprio. postato da gabrieledadati, 08:58 | link | commenti
mercoledì, 28 settembre 2005 Conferenza piuttosto tosta di ambito filologico oggi a Piacenza. Ci sono poche persone agguerrite attorno a Silvia e a me. I relatori sono cinque, più un moderatore che parla anche lui perecchio. Tra le poche persone agguerrite cinque ragazzini che avranno quindici anni. Rido nell'orecchio di Silvia dicendo che - sicuro come l'oro - li ha mandati una prof dicendo che se andavano a seguire la conferenza l'indomani non li avrebbe interrogati. Sghignazziamo a lungo sulla prof che ha tirato loro questo scherzo: molto meglio essere interrogati che seguire una cosa così, se non è la tua passione. Quando la conferenza (durerà più di due ore) è già iniziata, entra trafelata una figura e va a sedersi accanto ai ragazzi. E' la loro professoressa, ma è anche la mia di quando facevo il liceo.
postato da gabrieledadati, 21:42 | link | commenti
martedì, 27 settembre 2005 L'amico Davide segnala questo sito. A voi: http://www.cofanifunebri.com/calendario-2006.htm postato da gabrieledadati, 20:25 | link | commenti (2)
lunedì, 26 settembre 2005
postato da giuseppemauro, 15:04 | link | commenti (3)
sabato, 24 settembre 2005 Torno adesso da Parole nel tempo, fiera della piccola editoria al Castello di Belgioioso (Pv). Sono stravolto e contento: ho sentito parlare Antonio Moresco con Carla Benedetti (sotto l'egida di Giovanni Giovannetti che - lo dichiaro qui - amo profondamente: ed è forse per questo che oggi ci siamo baciati ben due volte). Ho chiacchierato con Guido Conti che non vedevo da molto, ho chiacchierato con Paola Borgonovo presso lo stand di Sironi (in più mi è stato confermato - è questa la notiziabomba - che la scena da me ricordata in Cent'anni di solitudine esiste davvero), ho incontrato Stefano Bernazzani proprio uscendo e in coda per entrare anche Franca Lavezzi, Federico Francucci e Massimo Gezzi e mi sa qualche altro che non ricordo. Soprattutto però ho comperato due pubblicazioni di cui sono molto felice: il numero di Storie in uscita che contiene gli ultimi inediti esistenti di Carver (tre poesie del primo periodo e due atti unici scritti con la seconda moglie) e il libro di Antonio Moresco Zio Demostene. Altre cose degli ultimi giorni: ho visto I Fantastici Quattro e la seconda puntata di Suor Jo (che stasera in seconda serata su Rai3 termina). postato da gabrieledadati, 17:43 | link | commenti (1)
venerdì, 23 settembre 2005 COSCIENZA Questa è la foto di una sinapsi mentre spara uno dei miliardi di impulsi che si ripetono continuamente per ogni neurone e che formano pensieri sensazioni stati d'animo: tutto quello che siamo. In sostanza, nell'evento raffigurato (foto premiata dalla rivista Science) - che peraltro dura il tempo di un millisecondo - c'è la nostra coscienza. A colori. Mi sembrava bello metterla qui. postato da giuseppemauro, 09:43 | link | commenti (1)
giovedì, 22 settembre 2005 Cacciagione! Questa è la triste storia di una lepre. E' una storia nera, notturna, ingiusta, maledetta. Una storia alla Carlo Lucarelli. Un caso giusto per Blu notte. Tutto inizia l'altro ieri, quando A. (un ragazzo di diciannove anni) imbocca la strada di casa a bordo della sua peugeot. Il ragazzo è tranquillo, la strada l'ha fatta mille volte, non ha fretta. Ma la vita a volte è cattiva, non ti permette di vedere bene quello che fai, e la tragedia è dietro l'angolo. Una lepre intanto, proprio dietro quell'angolo, sta attraversando la strada. Si tratta di un bell'esemplare, che molto ha avuto dalla vita ma ancora molto potrebbe avere. Ebbene: tra un minuto la sua possibilità di saltellare incontro al futuro sarà azzerata. A. si accorge troppo tardi della lepre. Frena, cerca di evitarla, ma è tutto inutile. La colpisce pianissimo, ma è abbastanza. La lepre muore. A. affranto esce dall'auto, si batte il petto, la raccoglie, la porta con sé a casa. A. cerca conforto nella famiglia. Consiglio, benedizione, comprensione. E' vero sì che l'ha uccisa, ma non ha colpa. Non c'è colpa in queste cose. C., il fratello di A., mi telefona un paio d'ore fa, scosso a sua volta, dopo l'evento di due giorni fa. Mi racconta tutto. Dice "c'è gente terribile che paga la licenza di caccia, mio fratello non paga neanche il bollo dell'auto poverino!" Poi C. mi invita a cena (ci sarà anche il D. del post di ieri). Stasera lepre. postato da gabrieledadati, 14:51 | link | commenti (2)
mercoledì, 21 settembre 2005
postato da gabrieledadati, 09:54 | link | commenti (4)
martedì, 20 settembre 2005
postato da giuseppemauro, 13:04 | link | commenti (7)
SERENI & BOT Leggo Vittorio Sereni, la poesia Nel vero anno zero da Gli strumenti umani del 1965. Gli ultimi tre versi sono: Tutto ingoiano le nuove belve, tutto - / si mangiano cuore e memoria queste belve onnivore. / A balzi nel chiaro di luna si infilano in un night. Allora mi vengono in mente dei versi di Oswaldo Bot, che è un pittore futurista piacentino amico di Marinetti. Bot aveva fondato una rivistina, La fionda, e aveva fatto una piccola collana parallela, Edizione de "La fionda". In questa collanina aveva pubblicato in 30 esemplari, nel 1947, una sua raccoltina di poesie dal titolo Io non ò cuore. Bene, la seconda poesia - Necoscropia - termina con questi quattro versi: Io non ò cuore. // Le "belve" / me l'ànno / divorato. Ora: visto che non penso che Sereni conoscesse Bot, l'analogia di ispirazione (laddove non ci sia una terza fonte comune) mi sembra davvero singolare. postato da gabrieledadati, 09:43 | link | commenti (2)
lunedì, 19 settembre 2005 Iraq Ascolto il telegiornale (di La7: non so quanti siamo in Italia a farlo) e apprendo: si è votato in Iraq. Apprendo: i votanti sono stati circa il cinquanta per cento degli aventi diritto. Apprendo: sono 6 milioni quindi i votanti. Apprendo: il motivo è l'inchiostro blu ben visibile apposto sul dito di chi ha votato. Apprendo: per paura di rappresaglie da parte dei talebani. Apprendo: che hanno sparato anche contro la locale sede dell'Onu. Apprendo: e che minacciano chi è andato a votare. E allora, con il mio tipico semplicismo, penso questo: c'è il problema, qual è la soluzione? Il problema è: i talebani non vogliono che si voti, chi ha votato è individuabile dal segno blu sul dito, chi ha votato rischia un atto di violenza, anche grave. Ci penso un paio di secondi e mi chiedo (guardando le immagini): ma perché non far alzare la manica a chi vota e non fare il segno sull'avambraccio o sul gomito? Se uno torna a votare due volte, gli si controlla il braccio facendogli alzare la manica; ma se passeggia per strada non si vede niente. Chiaro che se uno deve subire un agguato lo subisce (cioé: se ti accerchiano e ti fanno spogliare, il segno si vede), ma almeno non ti sparano dalla distanza, che non mi sembra poco. Ora, ripeto: io ho un approccio semplicistico alle cose di ordine pratico (il che però, a volte, funziona). E poi mi rendo conto di aver pensato delle castronerie. Ma in questo caso ancora non ho visto cosa c'è di sbagliato nella mia trovata (i vestiti che magari si sporcano?, mah...), e nemmeno riesco a vedere come potrei essere io l'unico ad averla pensata. postato da gabrieledadati, 13:32 | link | commenti (2)
domenica, 18 settembre 2005 MTV day (&night) Puoi andare a Bologna, stare con persone piacevoli, prendere o no la pioggia, ascoltare o no la musica, bere o no delle birre, fare o no molta pipì, scivolare o no nel fango, discutere o no a lungo sotto una tettoia. Tutto questo però non è che l'anticamera, dell'esperienza. Perché l'esperienza è guidare fino a casa la notte. L'esperienza è l'MTV night. Ci si mette un po' ad uscire dal parcheggio dell'Arena Parco Nord. Ci si mette un po' a districarsi da Bologna. Ci si mette un po' ad arrivare al casello dell'autostrada e a scoprire che è chiuso. Che bisogna andare a Modena a prendere l'autostrada. E ci vuole un bel po' a smaltire i 25 chilometri di coda tra Bologna e Modena, sulla via Emilia, sotto la pioggia battente e con la possibilità di spegnere il motore un bel po' di volte, che tanto non si riparte mica. Poi ci vuole un po' a fermarsi in un autogrill pieno, fare pipì, bere un caffé, lavarsi la faccia, fare benzina. Ci vuole un po' ad andare avanti lungo l'A1 senza superare i novanta perché una pioggia senza pietà rende tutto difficile e invisibile. Per poi scoprire che tra Parma e Piacenza l'A1 è chiusa per lavori. Quindi ci vuole un po' ad uscire, affrontare la circonvallazione di Parma, prendere per Piacenza attraverso Fidenza e Fiorenzuola. Arrivare a Bosco dei Santi. Io sono paritito a mezzanotte e mezza da Bologna e sono arrivato a letto quasi alle sei. Silvia e Miriam anche dopo le sei. postato da gabrieledadati, 20:27 | link | commenti (1)
sabato, 17 settembre 2005 COSE DA FARE OGGI Mentre io oggi mi recherò con Silvia, Miriam e Calogero in quel di Bologna per vedere GianMichele (e forse Daniela, Marco e Marco) e tutti insieme andare all'Mtv-day, c'è da ricordarsi che stasera alle 23:20 su Rai 3 va in onda la seconda puntata di Suor Jo, il trittico di "gialli dell'anima" scritti da Giusepppe Genna e girati da Gilberto Squizzato. Nella foto sotto, che riguarda proprio la puntata di oggi, noterete come due degli attori siano due noti scrittori italiani. Con la barba bianca, gli occhiali e il cappello bianco al centro della scena abbiamo Antonio Moresco. Al suo fianco, con la pelle di bronzo (e quindi la faccia di bronzo?), vestito di verde e con cappello rosso c'è Giuseppe Genna in persona. Mi raccomando: che la puntata sia vista! postato da gabrieledadati, 10:30 | link | commenti (4)
venerdì, 16 settembre 2005 FRANCESCA MAZZUCATO coming soon! Mi arriva sul cellulare (e come a me ad altri amici) un messaggio da Francesca che annuncia l'imminente arrivo in libreria del suo nuovo romanzo. Giovedì 22 settembre, per l'editore Aliberti, esce infatti L'anarchiste. Francesca così lo descrive "trecento pagine di una dolente epopea tragica ed erotica. Un romanzo per me fondamentale." Io in libreria ci vado di sicuro. Voi? postato da gabrieledadati, 15:11 | link | commenti
giovedì, 15 settembre 2005 CASELLI Per vari motivi (il più evidente: la mia ragazza abita in un'altra città), mi trovo spessissimo a percorrere tratti autostradali, soprattutto di notte (attualmente lo faccio un giorno ogni tre). In genere sono contento di percorrere questi tratti autostradali, perché si tratta di tratti brevi, non troppo trafficati e soprattutto che mi portano verso a o mi portano in dietro da qualcosa che ho voluto fare e mi è piaciuto (cenare, bere qualcosa, andare al cinema, passeggiare, discutere, ecc.). Essendo quindi di umore generalmente buono, ed essendo una persona educata (forse anche gentile), quando esco dal tratto autostradale saluto sempre il/la casellante, sia porgendo il biglietto sia ripartendo. Ora: nelle ultime dieci ripetizioni di questo gesto (uscire dall'autostrada) mi è stato ricambiato il saluto una sola volta. Quest'unica volta è stato quando, talmente assuefatto dal percorso Cremona-Piacenza, ho dato alla casellante l'euro e dieci che costa senza pensare e lei mi ha guardato e ha detto: sì, va bene, ma adesso mi vuol dare anche il biglietto? con un sorriso. Dopodiché, mentre mi allontavo ci siamo salutati. - Per cui lancio questo concorso dell'onestà: le prossime dieci volte che uscite dall'autostrada salutate e verificate se venite salutati. Segnate il risultato. Alla fine, mediante riscontri sinottici, potremo stabilire chi è più simpatico, tra i frequentatori di questo blog, ai casellanti d'Italia, oppure in che zona d'Italia ci sono i casellanti più disponibili al saluto. Il premio, ovviamente, è un telepass. postato da gabrieledadati, 18:46 | link | commenti (2)
mercoledì, 14 settembre 2005 RIMINI again! Sono passati venti anni esatti dalla prima edizione di Rimini di PierVittorio Tondelli. Autore discusso, e questo libro anche. Però mannaggia se ho letto qualcosa di altrettanto buono in questi ultimi anni. Adesso lo ripubblica Guaraldi per la curatela di Fulvio Panzeri, in un'edizione speciale piena di materiali e fotografie. Ne vale la pena. postato da gabrieledadati, 12:39 | link | commenti
martedì, 13 settembre 2005
postato da gabrieledadati, 21:01 | link | commenti
sabato, 10 settembre 2005 Il CONCERO di GIANCARLO ONORATO a PIACENZA nelle PAROLE di AZZURRITà (che ringrazio) Il concerto di gianCarlo Onorato si è svolto l'altra sera al circolo culturale di S. Nicolò, davanti a un pubblico di pochi eletti felici di assistere. Perchè se gianCarlo Onorato suona live, è veramente un evento. Per più motivi: Onorato è un musicista splendido, un poeta maledetto e controverso, ed è stato uno dei primi musicisti new wave italiani col suo gruppo Underground Life. Ed essere stato uno dei primi musicisti new wave, significa, in un certo modo, aver creato un certo modo di fare musica alternativa in Italia. Poichè, spesso, l'arte non si misura con la visibilità commerciale, anzi, va dalla parte opposta, gianCarlo lavora nell'ombra producendo opere molto intense destinate a pochi appassionati che divorano ogni cosa che canta e scrive. Così, gianCarlo Onorato si è presentato a S. Nicolò insieme alla sua band e ha dato il via alla sua tournè. Io non avevo mai sentito Onorato live e credo fosse così anche per buona parte delle persone presenti. Io non avevo mai sentito un concerto in un posto non insonorizzato che non fosse la mia prima sala prove o l'oratorio di paese e credo che fosse così per una buona parte della gente presente. Eppure, quando una cosa deve arrivare, arriva, magari non come te l'aspettavi, ma arriva. E la musica di gianCarlo Onorato, malgrado il rimbombo di un auditorium carente di insonorizzazione (sia chiaro: doveva svolgersi all'aperto ma pioveva, quindi, il circolo culturale, come alternativa al non fare nulla, è stata ottima), ha incuriosito e ammaliato gli un pubblico eterogeneo attento e sospeso nelle sue atmosfere oniriche. Onorato fa centro sin dalle prime note: la sua musica è delicata, ricca di melodie dense disegnate dalla sua voce così particolare, sensuale. E' una musica semplice e diretta, e si fa amare per l'immediatezza delle atmosfere languide e avvolgenti, fatte di pochi incisivi accordi e di note sospese di piano, di arpeggi di chitarra pulita, cristallina. Le sue parole suonano come poesie e sono dolcissime e malinconiche, spesso sussurrate. Ad accompagnarlo, una band capace di suonare i pezzi più delicati ma anche i più tirati, una band di musicisti raffinati che seguono gli umori di Onorato: li esaltano mettendosi in disparte, picchiano quando c'è da picchiare. A metà spettacolo viene proiettato un video; immagini rarefatte di paesaggi solitari, specchi d'acqua, mani nella sabbia, parole in bianco sullo schermo nero. Poi il concerto riprende, senza stacco, che ormai sei nel suo mondo e non ne esci, non ne vuoi uscire. Da lì a poco il concerto finisce, il pubblico chiede i bis. Ancora una volta, lontano dalla massa, gianCarlo Onorato si è mostrato per quello che è: un vero artista come ce ne sono pochi, non solo in Italia. postato da gabrieledadati, 12:17 | link | commenti
venerdì, 09 settembre 2005 IL 9 SETTEMBRE 1998 MORIVA LUCIO BATTISTI. IO OGGI SU LIBERTà HO PUBBLICATO IL TESTO CHE SEGUE (UNA RECENSIONE: NON UN RICORDO) Il 9 settembre 1998, dopo la malattia vissuta lontano dalle telecamere e dalle macchine fotografiche, nella camera di una clinica milanese, si spegneva Lucio Battisti. Finiva un certo periodo, per la musica italiana, o forse era già finito quando la collaborazione con Mogol si era interrotta a favore di quella con Pasquale Panella. In ogni caso, improvvisamente l’Italia era orfana della figura riservata e leggera del cantante di Poggio Bustone. Che un periodo storico, anche di breve respiro temporale, possa essere legato a una figura e con una figura terminare, ce lo conferma oggi il nuovo libro di Igino Domanin che proprio Gli ultimi giorni di Lucio Battisti si intitola. Il filosofo e giornalista milanese ci offre sei racconti (ma che sono unitariamente romanzo per riquadri, come Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli, per intenderci) che raccontano proprio la fine di quell’Italia lì, dove una certa esuberanza anche economica s’è improvvisamente infranta e un senso di disfacimento s’è impadronito dei protagonisti. In pochi tratti, nel racconto che dà il titolo al libro, Domanin traccia benissimo l’immagine del suo rapporto col cantante: «Battisti metteva a nudo il piano ultimo e segreto della sensibilità uditiva. Non lo avevo quasi mai visto. Non si esibiva in pubblico. Non faceva spettacoli televisivi.», ma quando poi si avvicina il momento ultimo lo avverte lucidamente: «Lucio Battisti è ricoverato in una clinica. Pare stia soffrendo di una malattia mortale. Guardo le copertine dei vecchi dischi in vinile. Ho la gelida impressione che questi siano gli ultimi giorni di Lucio Battisti.» La prosa di Domanin procede per frasi brevi, spezzate, che non ci propongono narrazioni, quanto piuttosto fotografie sfocate di un tempo che non è in fuga: è finito e basta. Una prosa che ha i suoi debiti (da Nove a Genna, soprattutto), ma che mostra un'autonomia propria e brillante. Tra amarezze lucide e tutto quanto è grottesco, in fondo resta ancora la speranza di essere uomini. Che da qualche parte dovranno pur ripartire, anche se non si vede da dove.
Quello che piace anche, del libro di Domanin, è il sostrato colto che prende dappertutto e tutto miscela. Faccio un esempio: a p. 44 troviamo questa frase: «La violenza illustrata nelle pagine dei quotidiani era la preghiera mattutina degli adulti.» Ecco che al classico adagio hegeliano per cui la lettura del giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno si aggiunge (anzi: si innesta in testa) il titolo del più bel romanzo di Nanni Balestrini, La violenza illustrata (Torino, Einaudi, 1976). Dal mattino, mentre compiamo la nostra preghiera di lettura del giornale, sappiamo che ci troveremo questo: illustrazione della violenza. Il libro propone infine un ultimo omaggio a Lucio Battisti: la copertina studiata alla luce di quella dell’album Emozioni. A realizzarla Leonardo Cemak, già disegnatore per Satyricon, la sezione satirica del quotidiano La Repubblica, che oggi collabora con l'Unità, Panorama, Rinascita, Epoca, Esquire e pubblica libri di vignette per l'editore Rizzoli. postato da gabrieledadati, 13:54 | link | commenti
RICEVO E PUBBLICO: I "castori" dell'892 892 Ci sono in giro due castori, magri, ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra la Carrà e Japino, che fanno la pubblicità a un numero magico: l'892 892. postato da gabrieledadati, 09:55 | link | commenti (5)
giovedì, 08 settembre 2005 FLYING SPAGHETTI MONSTER "Il riscaldamento globale, i terremoti e gli uragani e gli altri disastri naturali sono conseguenza diretta della diminuzione del numero dei pirati fin dal XIX secolo. È stato fornito un grafico che prova la proporzionalità inversa tra il numero dei pirati e la temperatura globale. Questo mostra che non è vero che la correlazione implica la concausa". postato da giuseppemauro, 16:13 | link | commenti
Poi voi fate pure come volete, mica no: però se andate su www.ilparnasoambulante.splinder.com, mi sa che ci trovate una recensione al romanzo Silvia dorme di Giuseppe Mauro. Potrei anche sbagliarmi, ma mi sa che si tratta proprio di una recensione a quel libro lì. postato da gabrieledadati, 13:58 | link | commenti (1)
postato da giuseppemauro, 13:15 | link | commenti
UNA POESIA DI LAURA PUGNO
splendi, stella nera, hai messo la volpe nella scatola e non potrà più uscire, questa è una poesia per bambini: togliti la camicia tu hai gli angeli, hai le mille lingue del ghiaccio: ti hanno lasciato le cicatrici, l’henna, splendi tutto il tempo della volpe, hai il corpetto di neoprene e di pelle di pesce, così proteggiti: questi non sono gli angeli dell’acacia, del veleno, le uova della luca
(da Laura Pugno, Giulio Mozzi, Tennis, Varese, Nuova Editrice Magenta, 2001.)
postato da gabrieledadati, 09:35 | link | commenti (1)
martedì, 06 settembre 2005 RICEVO E PUBBLICO
postato da gabrieledadati, 16:43 | link | commenti
Un cavallo nel cielo
Un cavallo nel cielo (Milano, Sonzogno, 1997) è il piccolo diario onirico che Fabrizio Parrini tiene per raccontare la sua esperienza di insegnante a contatto con bambini portatori di handicap e autistici. In esergo c’è la poesia di Maura, una bambina che Parrini incontra durante il suo lavoro. Eccola qui:
un cavallo nel cielo l’ho visto sul serio, ma non c’era nessuno in quel grande momento e non mi hanno creduto.
Maura
postato da gabrieledadati, 11:20 | link | commenti
lunedì, 05 settembre 2005
postato da gabrieledadati, 17:54 | link | commenti
Cent'anni di solitudine Ieri cercavo la mia copia di Cent'anni di solitudine per compiere un raffronto con un altro libro (mi è venuta un'idea e mi piacerebbe controllarla). Non ho trovato il romanzo di Màrquez (ho lì Dell'amore e di altri demoni e Cronaca di una morte annunciata, ma i Cent'anni non riesco a trovarli). In compenso mi è venuta in mente una cosa ben curiosa. Io ho letto Cent'anni di solitudine un certo numero di anni fa, diciamo a cavallo tra medie inferiori e ginnasio. Da allora, nonostante mi fosse piaciuto, non ho mai provato la tentazione di rileggerlo. Ora: a distanza di anni, a me è rimasta nitidamente in mente una sequenza. La sequenza è questa: uno dei vari Arcadio/Aureliano/ecc che si susseguono nel romanzo a un certo punto cammina attraverso una serra piena di piante rigogliose verso una donna portando in equilibrio sul pene eretto una bottiglia di birra (penso piena). La cosa curiosa però non è tanto questa sequenza - nonostante sia narrativamente bellissima -, la cosa curiosa è che tutte le volte che capita di parlare di Màrquez io la cito e non capita mai, ma dico proprio mai, che qualcuno se la ricordi. Anzi, c'è chi è arrivato a dirmi: ma sei sicuro che nel libro ci sia? - Io sì, sarei anche sicuro. Ma è poi così vero che sono sicuro? Non so: c'è qualcuno che si ricorda di questa sequenza?, o a qualcuno capita come a me di ricordare un dettaglio di un libro famoso che non ricorda nessun'altro e dubita quindi di ricordare giusto? postato da gabrieledadati, 11:11 | link | commenti (5)
domenica, 04 settembre 2005 Ecco qua. Io aspettavo, aspettavo che cominciasse finalmente il campionato di serie B per poterlo seguire, per poter tifare, per poter leggere gli articoli, per poter gioire eccetera. Poi dopo comincia, il Piacenza ne prende quattro a Crotone (che magari alla fine vince il campionato, ma almeno sulla carta per adesso non parrebbe irresistibile) e il Cesena uno dal Vicenza. Cosa devo dire? Sono affezionato a due squadre (e la Juve in A) perché l'una mi consoli dell'altra, e poi cosa succede? La A non gioca, le due di B perdono entrambe e ieri la nazionale ha pure rimediato una figura quasi barbina. Però è la vita, dai, e stasera almeno ci sono gli amici a consolarmi (a sfottermi?). postato da gabrieledadati, 18:06 | link | commenti (5)
sabato, 03 settembre 2005 postato da gabrieledadati, 10:10 | link | commenti
venerdì, 02 settembre 2005 LEGGO E TRASCRIVO Qualcuno ha detto che l'innamoramento è la sopravvalutazione delle differenze marginali che esistono tra una donna e l'altra (o tra un uomo e l'altro). (Carlo Ginzburg, Miti emblemi spie. Morfologia e storia, Torino, Einadui, 1986, p. 192.) RICEVO E PUBBLICO postato da gabrieledadati, 11:39 | link | commenti
giovedì, 01 settembre 2005
postato da giuseppemauro, 15:23 | link | commenti (2)
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