| venerdì, 23 maggio 2008
"Se puoi, un giorno perdonami."
Se si tratta di un giorno, ci posso pure provare.
Per tutti quelli che restano, scordatelo.
postato da giuseppemauro, 17:02 | link | commenti (1)
mercoledì, 21 maggio 2008
OMAGGIO
Era il 1995, o almeno credo, e Del Piero aveva più o meno 20 anni.
postato da giuseppemauro, 10:34 | link | commenti
martedì, 13 maggio 2008
MORE THAN WORDS

postato da giuseppemauro, 16:08 | link | commenti
lunedì, 12 maggio 2008
PRIMAVERA
Mi riscopro inaspettatamente fragile.
Conficcato nel mezzo di un tempo fatto a spigoli e a specchi, in cui mille immagini di me si riflettono confondendosi e smarrendo la realtà, mi riscopro immobile, insignito honoris causa del terrore di muovere un passo. Come avere una tarantola sul collo pronta a spedirti oltre il mistero al primo sospiro utile.
Stranezze di primavera.
Accovacciato sulla riva, tento di afferrare le onde che si spalmano sulla sabbia: operazione, notoriamente, da deficienti. Ché l’acqua non si afferra, non si trattiene, non resta. Sto lì, a ripetere il movimento con cadenze regolari, però sempre più rade, più lente, più assurde.
Teneramente.
Affonda la mano nell’acqua, tira su, osservala ritornare giù sulla sabbia, aspetta l’onda successiva, rituffa la mano e stringi.
L’acqua non si stringe, non lo sai?
La mano resta bagnata, mi inietta nelle vene l’odore del sale ed è per questo che vado avanti e affondo e stringo ancora e ancora. Però con lentezza più acuta, con la stanchezza goffa che intorpidisce i muscoli e le dita. Con il sapere calcolato che la mano tenuta fuori più a lungo finisce per asciugarsi e allora addio al mare per endovena, addio ai gesti da deficienti, addio alle ginocchia doloranti per il lungo restare.
Si finisce che ci si alza - memoria smarrita - per cercare il mare altrove.
Inutilmente, d’accordo.
Però si va.
Stranezze di primavera.
L’allergologo consultato mi elenca minuziosamente nomi, città, cose che non posso più tollerare. Mi dice che pure l’antistaminico non basta, non serve: lei giri al largo, mi dice.
Già, e dove?
Ho mille posti dove andare
Come i pesci qualunque
Mille e non più mille, cara la mia vita innalzata a sbalzi sulle cose come un aquilone zoppo.
Stranezze di primavera, accartocciata intorno.
Io, una barca arenata tra i sogni e la fatica infinita di riprendere il mare.
postato da giuseppemauro, 16:05 | link | commenti
mercoledì, 07 maggio 2008
MI STO FACENDO UN PO' DI POSTO
postato da giuseppemauro, 09:52 | link | commenti
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